IL DISVALORE DEI TOTEM

“Patriarcato” e “matriarcato” sono due significanti che attengono alla storia sociale, ormai privi di qualsivoglia significato e, a ben vedere, nell’attuale società fluida propagandata dal distopico pensiero liberalista, perfino il termine “genitorialità” ha perso ogni valore e connotazione reale, tanto che, quel che resta, è il mero concetto di “riproduzione”.

Povere creature, vittime di pratiche aberranti, si ritrovano a vivere in simulacri di famiglia con due esseri viventi dello stesso sesso, bambini che, anche qualora nascano in famiglie” tradizionali”, sono totalmente privati di condivisione, spirito aggregativo e, spesso, di rapporti interpersonali affettivi, ridotti a miseri automi votati all’individualismo ed all’indottrinamento: con lo spirito intrappolato tra videogiochi, propagandistiche serie televisive e il Nulla.

In tali condizioni di svuotamento totale dell’individuo, ormai ridotto a consumatore acritico di minuzie da rigattiere, la profondità non esiste più, non sussistono più né valori né etica, tutto è privo di consistenza. I genitori hanno, ormai da tempo, abdicato il loro ruolo per diventare stolidi compagni di giochi che mai, in nessun caso, possono essere delle guide in un percorso di crescita, mentre i figli, persi in un mondo di vuota irrealtà, sempre più simile alla virtualità del metaverso con cui interagiscono tramite le loro apparecchiature elettroniche, vivono un infinito presente completamente privo di struttura, senza passato e prospettive future.

Egocentrici, viziati, dispotici, reattivi, ineducati, pretenziosi ma indottrinati a dovere: piccoli soldatini votati al massacro che si compie nel tritacarne dell’oggi, sottoposti costantemente ad una sola domanda a cui replicare: «a che serve?», la cui risposta risiede nel becero utilitarismo fattuale ed immediato.

Esserini in balia di se stessi, incapaci di compiere scelte, di essere autonomi persino negli atti più banali, cresciuti da figure genitoriali estranee ed estranianti che risolvono il loro ruolo nel concedere consumo e nell’accudimento di base da governante.

Certo non esiste il genitore perfetto, né è mai esistito nella storia, ma qui la situazione è molto più grave e perversa: stiamo assistendo alla sistematica distruzione, di qualsiasi concezione della genitorialità, portata avanti con pervicacia e metodo, una disintegrazione programmata e ossessiva che non ha eguali nella storia.

Solo gli stolti possono pensare che se ne esca inneggiando ad un fantomatico patriarcato, costoro, come sempre, pensano che una immaginifica nostalgia di qualcosa che ha il sapore del passato, possa fargli superare il presente asfittico in cui vivono, poveri beceri illusi. Mentre si continua a voler resuscitare disgraziati totem, il progressismo sistemico fagocita tutto ed i totem diventano miseri spauracchi del passato agitati da zombie del presente.

Non si può sperare di affrontare un pericolo reale, già in atto, sventolando un banale, vuoto vessillo.  

Agire vuol dire, prima di tutto, riflettere ed analizzare, il cercare di dar lustro a gretti concetti astratti è talmente stupido da essere funzionale al sistema stesso che prende un tema, assolutamente inesistente, e spinge i coglioni a scannarcisi sopra, col risultato di dividere ancora e distrarre, mentre prosegue, inalterato, nel suo cammino di disintegrazione non degli spettri del passato, come vorrebbe far credere ai superficiali, ma di quel che resta ancora di profondo.

Invece di parlare di cazzate indotte, sarebbe molto più utile ridare rilievo a  quei valori che rischiano di andare perduti per sempre, come quello di genitorialità o di dignità delle figure della donna, madre o meno, e dell’uomo, che sia padre o no. Ristabilirne i ruoli all’interno di relazioni reali, lontane dal virtuale emotivo, anche rispetto al concetto di famiglie di facciata, retaggio di un inutile perbenismo di stampo proto-liberalista.

Rimettere al centro l’essere umano come valore fondamentale, riappropriarsi delle emozioni e del loro ruolo all’interno di una diversa concezione della vita, non intesa come somma di esperienze estemporanee ma nella complessità e profondità del suo fluire, risollevando da terra la spiritualità, conferendo importanza ai legami interpersonali, condividendo ed epurandoli dall’inquinamento subculturale dell’oggettivizzazione.

Nulla di astrattamente favoleggiato o teorico, ma qualcosa di reale in un mondo surreale.

Subscribe
Notificami
guest
1 Comment
Oldest
Newest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments
nonnoFranco
nonnoFranco
5 mesi fa

https://tinyurl.com/5spev9wn 12.000 ANNI DI STORIA IN BREVE: dalla Venerazione per la Grande Madre all’Adorazione del dio fallo(paternità, proprietà, potere). Molto difficile modificare comportamenti così sedimentati in pochi anni. Gli uomini nascono ignoranti, non stupidi, la stupidità è il risultato dell’educazione. B. Russell

lo
ciao
1
0
Esponi la tua opinione.x