… SENZA GLORIA

Esistono due realtà fantasma che evolvono in modo parallelo, quasi simmetrico: una è quella creata e propagata dal sistema, l’altra, ad essa speculare, è quella foraggiata dalle continue prese di posizione dei così detti anti-sistema che, senza elaborare alcuna visione del mondo originale, si limitano a seguire, rincorrere, rilanciare e ricalcare la stessa realtà fantasmatica che il sistema produce. Un tale atteggiamento reca in sé, però, diverse problematiche perché, occupandosi continuamente della fantasmaticità sistemica, la rafforza sempre più, e rilanciandola, concorre a farla sembrare vera e, così facendo, a darle una dignità che non ha.

Di conseguenza, delle due “realtà” parallele, la più pericolosa è, senza ombra di dubbio, la seconda, in quanto, con pochezza intellettuale e assenza totale di lungimiranza, questi supposti antisistema, magari anche in buonafede, spingono il dibattito, sempre e solo, nel campo di battaglia creato dal nemico, concentrando lì le loro forze e, quindi, legittimandolo.

La pandemia, evidentemente, non ha insegnato nulla a questi “ribelli”: abbiamo sempre sostenuto che il problema reale non fosse né medico né, tantomeno, legale, ma fosse politico e, di conseguenza, la risposta non avrebbe potuto che essere politica. Chiaramente questa era una riflessione complessa che avrebbe meritato un impegno che andasse oltre qualche canzocina e due slogan populisti urlati in piazza, questa è la ragione per la quale i guru di quel periodo, idoli indiscussi di quelle folle, sono stati medici, avvocati o improvvisati ciarlatani che, dai palchi, offrivano facili ricette ad un popolo affamato di soluzioni, ancorché semplicistiche e, spesso, inutili. Anche in quel caso, si seguiva il nemico rafforzandone la finta narrazione.

Ora, a distanza di due anni, di tali opache figure che, arrivati a questo punto, possono solo rimescolare aria e concetti ormai fritti e rifritti, resta solo un labile e flebile ologrammaNon è andata meglio a tante organizzazioni che, da quelle piazze, hanno preso le mosse: la maggior parte non è pervenuta o si è trasformata in un calderone. Il che, però, è abbastanza normale: come spesso ribadito, il movimentismo è solo fuffa che sta alla politica come il virtuale sta al reale.

Coloro che hanno proseguito il loro cammino, seguitando a creare consenso intorno al nulla, sono estremamente pericolosi, non solo perché mancano di visione, o peggio, di prospettiva, ma, soprattutto, perché continuano a mantenere quelli che li seguono, in una sorta di limbo fatto di indeterminatezza, travestita da sicumera, facili slogan liberatori ed altrettanto falsi campi di battaglia, per altro settoriali, che sono solo quelli che conoscono semplicemente perché è il sistema a configurarli, scegliendo, di volta in volta, non solo l’argomento ma il linguaggio. Seguendo il nemico si è destinati ad una sicura continua sconfitta, questa è una ineluttabile certezza, così come è una certezza che la sconfitta crea disinnamoramento ed allontanamento. La situazione di immobilismo attuale ne è un evidente esempio: più si moltiplicano le manifestazioni su risibili argomenti, più diminuisce il coinvolgimento ed aumenta il senso di sconfitta. Questo atteggiamento è funzionale, ancora una volta, solo al sistema che ne esce rafforzato. L’opposizione, al contrario, ne esce scoraggiata ed indebolita.

Ricapitolando, doppia è la colpa e la responsabilità di questi personaggi: da un lato contribuiscono, con la loro indolenza ed incapacità di elaborazione, a dare manforte al sistema, facendo da eco alla sua realtà fantasma perché rimbalzandola continuamente da ogni piattaforma, la fanno apparire vera e degna di credibilità, dall’altro contribuiscono ad allontanare, ogni essere pensante, dal politico con una attività frenetica ed autoreferenziale.

A questa breve considerazione, aggiungiamo una piccola nota a margine: chi ha a cuore la Politica si è ormai reso perfettamente conto che la dicotomia novecentesca è solo una delle tante creazioni dell’apparato liberale che persegue, da sempre, l’unico scopo di dividere e controllare per meglio dominare e, è evidente che, fino ad oggi, ci sono riusciti benissimo… qualcosa, durante il periodo pandemico, stava cambiando, ed il sistema se ne è accorto, chi non se ne è reso conto è, purtroppo, proprio il popolo “antisistema” che, alla fine, si è fatto fregare di nuovo da quattro sgangherati figuri, alcuni improvvisatesi politicanti da social, altri provenienti dal vecchio sistema partitico preteso “bipolare”, che, infiltrando o creando nuove organizzazioni, hanno finito per imporre la loro linea, esautorandole e rimandando in dietro di cento anni la visione del mondo.

Gli unici a poter essere felici di questa ultima burlesca operazione di contenimento, a parte il sistema di potere, sono quattro nostalgici, privi di strumenti interpretativi che permettano la decodifica della falsa realtà, che sentono riverberare dentro di sé il loro ardore passato. Per costoro, è più facile rispolverare un inutile vecchio inservibile arnese che mettere in discussione quelle loro scarse ed inutili convinzioni ed affrontare la complessità di una realtà mutevole.

Così ecco che si ciancia, ricordiamo che siamo nel 2023, di socialismo, scientifico o meno, che solo a nominarlo fa ridere, o di demagogici slogan falsamente antiamericani, per di più bellamente copiati da altri, che riecheggiano dalle bocche di vecchie figure, la maggior parte delle quali ormai ampiamente sputtanate dalla loro stessa storia politica. Entrambi gli atteggiamenti mancano totalmente di credibilità, eppure, forse, entrambi avranno successo sia perché la nostalgia e “la fede certa in poveri miti” paga sempre, sia perché il liberalismo è potente e, per sopravvivere, ha bisogno di tali giochi delle parti, ha bisogno di falsi bipolarismi, di immaginaria dicotomia, di dividere per meglio controllare, di demagogia semplice ed inoffensiva.

I fatti avevano provato che il bipolarismo era una finzione ed ecco che, proprio i soggetti che si pensava fossero anti-sistemici, lo ricreano artificialmente: siete stati bravi, ammazzate oh!

Così, se da una parte il popolo bue continuerà a bearsi di un supposto dualismo incarnato da PD e accoliti, da un lato: la sinistra! e da Meloni, Lega &co. dall’altro, la destra! Dall’altra parte, il popolo dei dissenzienti avrà di che proseguire queste funamboliche false dicotomie con nuove formazioni partitiche a cui delegare il proprio crescente malcontento, grazie a vecchi ciarpami ideologici, parametri interpretativi farlocchi e quattro sloganucci imperituri che rimasticano ancora di mirabolanti uscite da Euro e NATO, come se fossero le porte di una stanza che basti chiudersi alle spalle, senza dimenticarsi la coperta di Linus della Costituzione più bella del mondo… buona fortuna a loro ed a chi, ancora, crede a certe scempiaggini e alla legittimità di destra e sinistra. Il governo giallo-verde, è chiaro, non ha insegnato nulla a nessuno perché la potenza dell’affabulazione facile e il richiamo dei miti giovanili sovrastano la razionalità e l’intraprendere un cammino sulla lunga strada di un reale impegno lontano da inutili, anacronistici cascami ideologici.

Destinati a continue delusioni e sterili critiche si avviano a percorrere il viale del tramonto della civiltà seguendo i soliti noti che, privi di qualsivoglia parametro interpretativo e cognizione politica, non hanno mai condotto nessuno da nessuna parte, se non, in certi casi, loro stessi in un qualche parlamento di figuranti o in qualche spettacolo televisivo: questo è il solo risultato che, spesso, hanno conseguito e che, ancora, cercano di conseguire… Riusciranno? Molto probabilmente sì. Hanno i mezzi e gli inutili strumenti per farlo.

Evidentemente c’è bisogno di illusioni e di miseri ritorni al passato perché l’elaborazione di parametri politici originali è qualcosa di serio e complesso, qualcosa che non si addice a buffoni ed affabulatori affetti, quasi sempre, da narcisismo patologico che è, al fondo, ciò che gli impedisce di lavorare con altri.

Manete, missa non est.

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doriano
doriano
10 mesi fa

ho letto tutto, l’unica cosa che mi viene da dire e’ E QUINDI?

Rosso
Rosso
10 mesi fa

Articolo eccellente, che meriterebbe una parte II, ovvero una pars construens altrettanto ben argomentata.
Rimanendo sulle considerazioni qui proposte, mi viene da pensare che la capacità attrattiva dei soggetti “anti-sistema” sia qualitativamente la stessa dei soggetti interni al sistema, agendo su persone deboli, che si interessano ai temi socio-politici solo se e quando il loro benessere è messo a rischio. Ho in mente chi ha sposato la causa “no-vax” (chiedo scusa per le virgolette, che servono a isolare etichette buone a semplificare, ma ben poco descrittive) esclusivamente perché danneggiato in prima persona, sul piano fisico-affettivo (effetti collaterali post-iniezione) o su quello economico (chiusure, impedimenti, privazione della libertà, ecc.).
Ma ho in mente anche chi si sta avvicinando alla questione della guerra russo-ucraina, assumendo posizioni anti-americane, solo perché l’impostura in atto sta frenando o rallentando la propria attività economica. Diversamente, chi mai si interesserebbe a un conflitto lontano (decine sono i casi di guerre totalmente ignorate)?
In altre parole, l’opportunismo è di ogni individuo, solo un fatto di “posizione relativa” colloca l’uno nella parte del “guru”, cioè del capopopolo o del maitre a penser, l’altro nella parte del seguace. Il padrone del vapore resta nella mediosfera, in quella nube di poteri finanziari/mediatici che procede indisturbata, mai realmente sfiorata da una massa critica.

Lorenz
Lorenz
10 mesi fa

C’ e bisogno di fatica sia fisica che mentale … di “Sacrificio” quello con la S maiuscola… ma i tempi non sembrano maturi… per cui… ” panem et circenses” …. vai sul sicuro..

marika
marika
8 mesi fa

dove sta questo progetto politico?

lo
ciao
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