Il grande reset in pillole (7): velivoli senza pilota: tra umanitarismo e commercio

Traduco e riporto un articolo presente sul sito del World Economic Forum, riguardante il progetto di riforma e armonizzazione della legislazione globale del sistema di aviazione civile, con particolare riguardo al volo di aerei senza equipaggio e senza scatola nera, noti come “droni”. Si noti che nell’articolo non compaiono mai i termini “popoli, nazioni” ma solo “governi, mercati”. Se il letterale non è particolarmente fluido nemmeno in originale, il metodo politico pedissequamente seguito è facilmente individuabile, ed è il medesimo ovunque, da anni.

[Le Pillole precedenti: Dai frutti li riconoscerete, verso un disastro “sostenibile”, La scuola che non finisce mai e il covid come pretesto, Natura come persona, L’intelligenza artificiale, Cos’è il CoVax]

Accelerare la rivoluzione dei droni

Carenze normative nel settore dell’aviazione

I recenti progressi nella tecnologia dei droni stanno trasformando radicalmente l’aviazione con il potenziale di ripensare le reti di mobilità e democratizzare lo spazio aereo. Tuttavia, la maggior parte dei governi sta sottoponendo i droni alle impostazioni in vigore nella regolamentazione dell’aviazione, focalizzata su specifiche esigenze di equipaggiamento.

Gli enti normativi mancano di meccanismi di approvazione per nuovi tipi innovativi di volo, compresi i droni che volano autonomamente, i droni multipli fatti volare da un solo operatore, o quelli che volano oltre linea di vista dell’operatore.

Questo approccio obsoleto sta ostacolando, a livello sociale ed economico, gli utilizzi vantaggiosi della tecnologia dei droni limitando la possibilità di distribuire provviste salvavita, estrarre persone bloccate all’interno di ingorghi, o studiare e proteggere meglio l’ambiente.

Un “Regolamento basato sulle performance” (Performance-based Regulation, PBR), un progetto ideato da esperti negli anni recenti, ma mai implementato o attuato completamente, risolve questo problema costringendo gli enti regolatori delle aviazioni civili ad accettare un margine di rischio (piuttosto che prescrivere specifiche), lasciando a operatori e costruttori di dimostrare di essere in grado di raggiungere detti standard, indipendentemente dalle specifiche tecniche a bordo dei aviogetti.

Questo nuovo approccio ha la capacità di permettere l’ingresso di nuovi utilizzi e nuovi attori nell’ecosistema droni, mentre si continua a garantire salute e sicurezza.

Dal progetto pilota all’implementazione su larga scala: il regolamento approvato dal Ruanda diventa globale

Il governo del Ruanda ha per primo approvato una regolamentazione statale estensiva sui droni, per portare sacche di sangue alle cliniche nelle aree rurali. Dopo aver apprezzato i benefici di questo esperimento, il governo del Ruanda ha ritenuto necessario riscrivere il regolamento sull’utilizzo dei droni, permettendo una più vasta gamma di usi e allargando il numero di aziende operanti nel settore.

A partire dalla metà del 2017, il governo ruandese ha collaborato con il Centro per la quarta rivoluzione industriale del World Economic Forum per diventare il primo paese al mondo a progettare ed adottare lo schema di un “regolamento basato sulle performance” per tutte le classi di droni, coinvolgendo una variegata compagine di aziende aerospaziali, start-up di droni, nuove piattaforme di logistica, esperti leader, e naturalmente, i principali interessati a livello locale.

Nel Gennaio 2018 il gabinetto Ruandese ha approvato un nuovo regolamento, che ha stabilito nuovi principi per un accesso allo spazio aereo che sia libero, responsabile e fondato sul rischio (risk-based) e che permetta a qualsiasi tipo di drone di svolgere qualsiasi attività, mantenendo prima di tutto la sicurezza, primaria per una regolamentazione dei droni.

Immediatamente, questo nuovo schema regolamentare ha prodotto nuovi contratti per il controllo delle infrastrutture, l’irrorazione di pesticidi per l’agricoltura, sorveglianza delle piantagioni e proprietà dei terreni.

Nel febbraio 2020, il World Economic Forum ha collaborato con la Banca Mondiale e il Governo, per ospitare un consesso di enti normativi africani in qualità di “Forum Africano sui Droni”. A questo evento sono convenuti oltre 60 enti normativi da 25 paesi, da ogni parte del continente, per estendere l’approccio regolatorio performance-based, inizialmente testato in Ruanda. In più, il World Economic Forum e la Banca Mondiale pianificano di rilasciare una vasta serie di studi conoscitivi sulla questione.

Un vademecum per le Operazioni avanzate sui Droni

Il Forum continua altresì ad appoggiare il governo Ruandese nell’espandere il suo ecosistema di droni, così come nel testare l’impatto delle nuove politiche regolatorie, ripetendo le analisi che partono dalla situazione iniziale unite agli input internazionali e condividendo i risultati globalmente.

Conscio dell’importanza di armonizzare gli approcci regolatori per favorirne la fattibilità industriale e i voli transnazionali, il World Economic Forum sta lavorando con l’ICAO (Ente internazionale per l’aviazione civile, ndr), l’Unione Africana, la Banca Mondiale, l’UNICEF e molti altri attori, per comporre una compagine di leader che possa guidare la discussione internazionale.

Per accelerare il potenziamento di nuovi approcci alla regolamentazione dei droni, il Drone’s and tomorrow Airspace Team (Gruppo droni e spazio aereo di domani) il primo vademecum amministrativo per consentire la supervisione del governo. Questa pubblicazione, l’Advanced Drone Operations Toolkit fornisce un quadro per i governi evidenziando gli approcci innovativi adottati dal governo svizzero e dal governo ruandese.

Il progetto “Nuovi paradigmi per la regolamentazione dei Droni” continua ad estendere il suo lavoro globalmente con una partnership annunciata nell’estate 2019 al World Economic Forum Summit sull’Africa a Città del Capo. Con la collaborazione della Banca Mondiale e il “Forum Africano sui Droni”, l’Aerospace and drones team (ex- Drone’s and tomorrow Airspace Team), ha convocato 60 e più enti normativi da 25 paesi per armonizzare la regolazione sui droni con l’Unione Africana, la Banca Mondiale, l’UNICEF, AFCAC (Aviazione Civile Africana, ndr), il World Food Programme (FAO, ndr), e molti altri.

Questo lavoro sta conducendo a un modello che funga da base per l’adozione di uno schema regolatorio sui droni per le economie emergenti. Altre indicazioni e studi verranno pubblicati nell’estate e nell’autunno 2020.

Facendo leva sull’intera comunità, l’ Aerospace and drones team ha riunito leader di governo, della società civile e dell’industria privata per stimolare operazioni in Africa che affrontino la pandemia da Covid-19.

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