Sul rischio e sul beneficio

Tanto gentile e tanto onesta pare, la scienza mia quand’ella par t’aiuta, invece è una puttana dissoluta, che per due soldi te la puoi comprare.

Cos’è il rischio e Cos’è il beneficio? Lo si può valutare aprioristicamente o è dovuto alla propensione individuale? Quale deve essere il metro di valutazione? Quello dell’assicuratore che lo calcola per il suo guadagno, quello dello speculatore che rischia sempre per lo stesso motivo, quello del prudente con la propensione zero o quello del singolo che valuta volta per volta?

Sento e vedo quotidianamente percentuali, che dovrebbero dimostrare qualcosa sul calcolo rischio beneficio. Sì, ma quale rischio e quale beneficio? Le persone sono titoli in un portafoglio a questo punto della storia umana? Possedute da chi? Stiamo realmente discutendone?

Quindi basta un criterio di selezione e valutazione del padrone, consigliato da valutatori finanziari. Siamo diventati solo questo? C’è un Markowitz che ha selezionato il genere umano? Tutto ciò è infinitamente inquietante. Quasi nessuno pare rendersi conto che il problema.

Non è se è più rischioso vaccinarsi o prendere una pillola o paracadutarsi o mangiare cibi grassi. Il problema è che chi decide quella combinazione per te adesso lo farà ogni volta, e lo farà secondo metri di valutazione aprioristici. E questo è infinitamente più rischioso di qualsiasi cosa possa venirvi in mente.

Un sistema disumanizzante, che valuta con numeri, spesso contrastanti inverificabili o errati, cosa puoi rischiare e di cosa devi beneficiare. E qualcuno arriva addirittura ad invertire il rapporto. E si arriva al se vuoi beneficiare di qualcosa devi assumere un piccolo rischio.

Vista da quest’ottica sembra più un’estorsione o un ricatto, ma se amate le dittature è la soluzione perfetta. Il beneficio alla libera circolazione, il beneficio di riunione, il beneficio di riposo. Suona male anche ad altri o sono io a pensare che sembrano premi per gli schiavi. L’aziendalizzazione della società assume sempre più contorni totalitari, inventariati e messi al sicuro, cartolarizzati e legati a un sottostante, uomini che diventano prodotti finanziari derivati. Non importa se verrete usati

Per coprire rischi o per speculazione, il problema è essere diventati questo. E a farvi diventare questo ci pensa la scienza, asservita, come in tutte le dittature, al “titolare del portafoglio”. Per l’integrità del quale non è mai importante la valutazione del singolo asset, ma il valore attuale nell’insieme.

Sicuri che sia giusto fare in questo modo anche quando gli asset sono esseri umani? Io personalmente la trovo terrificante, a prescindere da tutti i numeri che potete portare a sostegno del vostro “trading”.

Un uomo non è un titolo, e non chiederti se la campana suona per l’orso o per il toro, chiediti piuttosto se qualcuno ha il diritto di giocare in borsa con la tua vita e in che nome si arroga tale diritto.

Se poi davvero voi trovate giusto essere legati a un sottostante ed essere valutati in un mercato Over the Counter, e sentirvi ancora liberi, mi dispiace per voi, ma avete perso tutto e non ve ne siete nemmeno accorti.

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lo
ciao