Piccolo manuale di sopravvivenza (alla polemica)

Non è male alternare teoria e pratica, bilanciare analisi e riflessioni critiche con indicazioni concrete, operative.

E siccome la pratica (ah, la prassi!) va più lenta del pensiero è bene procedere per gradi, adottare la buona usanza di singoli misurati passi. Pochi punti per volta da mettere subito in pratica e tradurre in esperienza concreta. Eccomi dunque oggi a proporvi una specie di piccolo (poche regolette) prontuario; un sintetico vademecum da tenere (mentalmente o concretamente) sempre a disposizione quando se ne presenta l’occasione: e l’occasione in questo caso è data da discussioni, scambi dialettici, messaggi affidati ai social quando ci troviamo a “rispondere” al potere (e suoi vassalletti), alla “vulgata” ossessiva e asfissiante dell’opinione dominante.

Quattro punti semplici ma efficacissimi, quattro “strumenti operativi” per la polemica.

Non mi soffermerò sulle fonti e sulla esegesi sottostante a ciascuno di essi (abbiamo detto che oggi niente – o poca- teoria), ma mi soffermerò solo sulla loro validità e su come usare con efficacia tali modalità.

Punto 1

Contestate! Per prima cosa  bisogna “dire no!”, non è così, io la penso in modo opposto, non approvo.

Basta questo, la sola affermazione di “dissenso”!

Quelli che io chiamo il Nemico, usando il pronome ESSI (basta capirsi…), assolutamente non tollerano la benché minima dissidenza; la benché minima dissonanza li lascia cognitivamente atterriti: finché ci sarà qualcuno libero di pensare con la sua testa (anche uno solo!) il potere è in pericolo…

Per loro se non obbediscono TUTTI è come se non obbedisca nessuno.

Punto 2

Dite la verità, così semplicemente, senza preoccuparvi delle reazioni di dileggio o di scherno; anche semplici verità affermate con candore, quelle poche certezze che possiamo asserire senza tema di smentita: questo basta, è sufficiente, e, direi, decisivo.

Delle semplici oggettive evidenze hanno la forza di risultare irresistibili sul fronte della menzogna. Ripeterle senza timore di ripetersi!

Punto 3

Cercate la “sorpresa”; questo non sempre è possibile ma se si è costantemente informati, se si dispone di informazioni fresche, ebbene occorre giocarsele subito: ciò rende il nemico spiazzato proprio sul terreno della “novità” che è il SUO campo di battaglia.

Lo costringe a prendere tempo, pure se non si tratta di vere e proprie rivelazioni-bomba; ripeto: dimostrare di essere più veloci di loro è infligger loro una umiliazione.

È la freschezza dell’argomento che conta.

Punto 4

Mettere in ridicolo. Per ultimo lo stratagemma più micidiale: il ridicolo!  Proprio la battuta, la gag, lo sberleffo che li metta alla berlina.

ESSI temono il ridicolo più di ogni altra cosa: la loro supposta superiorità viene percepita come metafisica, si ritengono una divinità (quella divinità a cui si sono sostituiti). La loro è una sacralità ammantata di tabù. Cosa ci può essere di più iconoclastico e blasfemo che scherzarci su: farci battute equivale ad abbattere i loro idoli.

In questa guerra transumanista il comico è l’arma più potente.

Ricapitoliamo

  • Contestare
  • Affermare verità
  • Prendere di sorpresa
  • Ridicolizzare

Può bastare per oggi ma con un’ultima, sentita raccomandazione: non preoccupatevi della forma retorica della vostra risposta, della sua forbita espressione; non conta, non serve, è sprecata.

Solo confidate nell’efficacia assicurata di questi punti.

Provare, da subito! Mettere in pratica!

Le battaglie culturali (“de-egemonizzare, de-mistificare”) si combattono così.

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lo
ciao