Ite anco voi sanza meta ma de un’antra parte

Le buffonate dei giullari di corte dovrebbero solo aiutare a ricordarci la serietà della guerra.

Ma che succede quando questi stessi giullari si uniscono ad affabulatori, buffoni, cortigiane, condottieri senza esercito, capibastone senza un minimo di visione politica, pezzenti senza identità, venditori di fumo, cialtroni del sabato, scappati di casa, movimentisti, azzeccagarbugli, donnette isteriche, demagoghi, saltimbanchi, ballerine, ruffiani e cicisbei con la pretesa di guidare una protesta?

La storia ci fornisce diversi e variegati esempi di fallimentari tentativi: dalla Crociata dei pezzenti, tentativo nobile ma vano, al Movimento 5 Stelle, tentativo ignobile ma riuscito di gate-keeping.

La storia insegna ma non ha scolari e, purtroppo, quantunque ne avesse, essi non hanno memoria o fingono di non ricordare, così ripetono gli stessi errori con la folle certezza che questi possano portare a risultati diversi.

Si parla e si farnetica di unità: bene, ottimo, ma con chi?

Con chi ha venduto il paese per uno stipendio da parlamentare?

Con chi ha appoggiato lo stato di emergenza, i confinamenti, le bare di Bergamo, il CTS, i morti nelle RSA, il divieto di autopsie, l’isolamento, la DaD, i banchi a rotelle, il distanziamento sociale, la campagna di terrorismo mediatico, i DPCM, le mascherine all’aperto, il fallimento di migliaia di piccole imprese, il coprifuoco e tutte le porcate del governo Conte 2 e che poi, dopo essere stato espulso, ha deciso di ridarsi una verginità al mero scopo di presentarsi, mondo dai peccati, per cercare di fare un altro giro di giostra nel nostro parlamento?

Con chi ha ubbidito ai diktat assurdi del suo partito di funamboli approvando assurde leggi in quella cloaca dei diritti che è il Parlamento Europeo?

Con chi non ha trovato un modo migliore, per opporsi al sorgere di questa dittatura sanitaria, che andare a suonare il clacson in piazza?

Con chi ha votato a favore dell’introduzione dell’infame certificato verde, sempre nella cloaca di cui sopra, salvo poi, inutilmente da un punto di vista legale, ritirare il suo utile voto, dopo giorni di insulti sui social e giustificandosi dicendo che non ne aveva compreso le implicazioni?

Con chi voleva richiedere uno sciagurato referendum per far passare l’infame certificato verde tramite acclamazione popolare?

Con chi promuove farneticanti ed inutili denunce contro il Presidente della Repubblica o il Presidente del Consiglio, in salsa pentastellata, puro distillato di infami?

Con chi propone eclatanti quanto insulse azioni di protesta che mettono solo a repentaglio il singolo ed il futuro di questo movimento?

Noi dovremmo affidarci a questi nani dell’amministrazione e della teoria politica? A questi insulsi propagatori di banalità? A chi, in anni, non solo non ha saputo costruire ma, con protervia e cecità, ha distrutto ogni movimento che aveva creato?

Dovremmo credere ancora al velleitarismo dell’antipolitica sistemica?

Quanto tempo ancora siamo disposti a perdere dietro questi imbonitori?

Noi siamo stanchi di pifferai magici il cui solo scopo è quello di mettere una pietra tombale sul movimento, sfinendolo con inutili atti vili, togliendogli energie, giorno dopo giorno, con asservita demagogia per portarlo ad una sicura fine mentre promette Rivoluzione e Norimberga.

Costoro sono solo finzione, fuffa, contenitori di dissenso, opportunisti, noi lo sappiamo bene, noi li conosciamo e da quel calderone di ciarlatani siamo usciti per meditata scelta politica, in seguito ad una approfondita analisi.

Siamo settari? No, siamo seri!

Non siamo né saltimbanchi, né avventuristi né, tantomeno, opportunisti.

In guerra non si può essere guidati da idioti, da doppiogiochisti, o da infiltrati il cui fine non è combattere ma avere uno scranno in quel parlamento che ora disprezzano, alleandosi con coloro che, oggi, noi non possiamo che identificare come il nemico.

Nessuna alleanza con i traditori della nazione: gli amici e gli alleati del nostro nemico sono, essi stessi, il nostro nemico, non c’è possibilità di riscatto nella loro finzione, nel loro squallido gioco delle parti.

Di parti, in certi momenti della storia, ce ne sono solo due: questo è uno di quei momenti e, ad ognuno di noi, toccherà scegliere.

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Simone Iraci
Simone Iraci
3 mesi fa

L ‘Aventino invece è un affarone. Cosa proponete di fare esattamente? Esiste una terza via tra un alleanza a prescindere, e l’isolamento? Non vi rendete conto che la vostra non è una strategia per combattere? È tutto condivisibile, ed è evidente che dovremmo almeno pretendere un’autocritica da certi personaggi (per usare un eufemismo), o più precisamente creare una strettoia politica obbligatoria, cioè dichiarare la non-ingerenza del diritto positivo nel diritto naturale; dichiarare quale imprescindibile orizzonte politico la non-ingerenza dei padroni della tecnica nelle nostre vite e nei nostri corpi. Questo non è un modo di combattere, ma di ritirarsi! Vi invito a rifare un po’ di calcoli, perché la vostra non-strategia porta in un vicolo cieco, tanto quanto l’idea malsana dell’unità a prescindere. Con affetto e stima, Simone

Massimiliano da Campobasso
Reply to  Simone Iraci

Salve Simone, non essendo l’autore dell’articolo non posso rispondere a nome suo, ma ne condivido l’idea di fondo.
Facciamo un gioco di immaginazione.
Immagini di vivere in un momento storico in cui il tempo per una strategia a lungo termine è finito però, al tempo stesso,
immagini che non esista neanche una soluzione che possa risolvere i nostri problemi da un giorno all’altro.
Ogni giorno che passa, la nostra società continua nel suo vortice verso il basso, maggiore povertà, aumento della disuguaglianza, salute media in peggioramento, infrastrutture fatiscenti che ci cadono sulla testa.
Ora ci sono due strade che possono definirsi utili, o quanto meno una lo è sicuramente, la seconda almeno non è inutile o comunque non è dannosa.
La strada non dannosa è quella fa velocizzare la fine: spontaneismo, movimentismo, fatequalcosismoacazzodicanismo… tutto questo se non veicolato con astuzia risulta, almeno, non essere deleterio, dal mio punto di vista non è utile, ma almeno non è inutile: accelera il processo di fine.
Ma il processo di fine non è la soluzione, la soluzione è il processo di ricostruzione, cioè il nuovo inizio.
Quindi la strada utile è solo quest’ultima, cioè la strada che fa iniziare la ricostruzione.
E qui veniamo al punto dolente. Immagini che, imboccata questa strada, si spendano tempo (che come abbiamo visto è già finito) e risorse (poche economiche, visto che la classe egemone non ce ne offre, molte umane) per seguire organizzazioni o persone che, nel momento migliore, pensano di poter cambiare qualcosa da dentro la struttura del nemico.
Può immaginare facilmente visto che è già successo.
Ora, torno a ribadire che in questo momento sto parlando a nome personale, io voglio far parte dell’inizio della ricostruzione e non voglio trovarmi tra qualche mese ad aver speso tempo e risorse dietro qualcuno che, arrivati al dunque, volti le spalle per pensare ai propri personali interessi (la classe egemone sa benissimo come comprare le persone).

lo
ciao
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