AGENDA DELENDA EST: breve riflessione sul recente incontro del WEF

La riunione annuale del World Economic Forum si è svolta a maggio nella consueta località svizzera di Davos, in un clima di forte ostilità nei confronti della Russia, tra fosche previsioni di un’imminente recessione globale e un inatteso, quanto giustificato, invito a “deporre l’ascia” da parte di un veterano della politica internazionale come l’americano Kissinger, a dimostrazione che il fronte euroatlantico anti-Putin non è più così compatto come si vuole far credere. 

Tra i numerosi dibattiti ospitati, alcuni interventi spiccano per l’enfasi posta su temi quali la censura e il controllo, In linea con la peggiore tradizione distopica del WEFORUM(1).

Julie Inman, la commissaria australiana per la censura online (pessimo biglietto da visita), ha suscitato per esempio un certo clamore, non tra i grandi media italiani, va da sé, per il suo appello ad una “una ricalibrazione di un’intera gamma di diritti umani che si stanno manifestando online, dalla libertà di parola all’essere liberi dalla violenza online”, “ricalibrazione” necessaria dal momento che “stiamo registrando una crescente polarizzazione a livello globale e tutto sembra essere binario pur non dovendo essere necessariamente così”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il CEO di Youtube, Susan Wojcicki, ha ribadito l’impegno della nota piattaforma nella lotta alla “disinformazione”, definita implicitamente come la totalità dell’informazione indipendente, attuata principalmente attraverso l’oscuramento o la mancata promozione di tutti quei creatori di contenuti bollati a priori come “non autorevoli” (lingua di legno globalista per “dissenzienti”) specialmente in relazione a temi delicati come il Covid, incurante delle tante bufale propagandate dal mainstream scientifico da due anni a questa parte, e in totale disaccordo con l’originaria, ormai perduta, vocazione pluralista e indipendente di Youtube.

Infine, il CEO del gigante cinese Alibaba Group, J. Michael Evans, giunto a Davos a bordo di un poco “sostenibile” jet privato, si è vantato di star ultimando lo sviluppo di un «sistema di tracciamento individuale dell’impronta di carbonio» in grado di monitorare la totalità dei nostri comportamenti: viaggi, acquisti, abitudini alimentari, tutte quelle attività che lasciano una traccia nella rete.

Il proposito di “ricalibrare”, e cioè, in ultima analisi, di comprimere la libertà di parola, riporta alla mente quel “divieto di fare domande” di Voegeliniana memoria, che caratterizza secondo il filosofo austriaco la modernità, in versione aggiornata : se infatti Voegelin aveva in mente la delegittimazione di tutti quegli interrogativi che chiamano in causa una fonte trascendente dell’essere e del suo ordine, capaci di far crollare come castelli di carta sistemi filosofici e politici chiusi, per costruzione, rispetto alla sfera metafisica, oggi assistiamo al più rudimentale tentativo di emarginare quelle voci che si ostinano a dichiarare che “un triangolo è una figura con tre lati”, per usare il celebre esempio di Chesterton. “La realtà” diceva Voegelin “deve cedere il posto al sistema”. Leo Strauss vince su Socrate(2).

Non è un caso, a ben vedere, che l’ultima fatica editoriale del presidente e fondatore del WEF, il tedesco Karl Schwab, abbia per titolo “La grande narrazione”.  

Perfettamente consapevoli che il loro progetto per il mondo è a tutti gli effetti “insostenibile”  nell’autentico significato della parola, impossibilitati per i motivi di cui sopra a sottoporre pubblicamente la loro visione ad un’ analisi serrata e imparziale, i moderni demiurghi sono impegnati da tempo in un’operazione colossale di cattura del consenso.

Attraverso spregiudicate operazioni di manipolazione linguistica (la stessa nozione di “sostenibilità”, poco scientifica ma di grande presa, ne è un esempio primario), presidiando media, università e istituzioni (e non chiamiamoli complotti, per favore)(3), i miliardari di Davos si dannano per  far passare come inevitabili, in quanto scientificamente fondati, i  piani che hanno elaborato per il mondo, convinti di poter giustificare in tal modo quei sacrifici per le masse che ormai non si curano più di nascondere(4).

 La transizione ecologica frutterà lacrime e sangue ma “ne vale la pena”, perché “se non ci adeguiamo non ci sarà alcun futuro”, ci assicura, sempre dalle ovattate stanze di Davos, Kjerstin Braathen, CEO di DNB ASA, il più grande gruppo finanziario norvegese(5). E perché mai dubitarne? Banchieri e miliardari assortiti hanno notoriamente a cuore l’ambiente (risate) e soprattutto sanno sempre cosa è meglio per tutti noi. “L’elitismo è un tratto distintivo dello spirito gnostico”, scriveva Voegelin. Data l’ignoranza delle masse, spetta alle élite, autonominatesi tali, il ruolo di “esecutrici della volontà storica”, perché solo esse posso discernere, per conto delle masse, “la vera natura del processo storico”.

Spetta alle élite, in sostanza, indirizzare il processo storico verso il raggiungimento di quel paradiso terrestre che hanno concepito per tutti noi(6).

Uno dei prodotti più impressionanti di questa strategia è costituito dalla recente mutazione dello scienziato “pubblico” in influencer multimediale, più impegnato a “vendere” un prodotto, a reiterare l’invito ad adottare certi comportamenti sulla base di argomentazioni zoppicanti se non del tutto assenti, condendo il tutto con pseudo-previsioni apocalittiche, piuttosto che a fornire un quadro realistico di quello che è il vivace dibattito scientifico che caratterizza la propria disciplina.

Si potrebbe , a ben vedere, andare oltre e rilevare come faceva Agamben già in epoca pre-Covid, l’avvenuta “ trasformazione radicale dei criteri che stabiliscono la verità e la certezza nella sfera pubblica”(7).

Il modo in cui il complesso mediatico-farmaceutico, nonché i rappresentanti delle istituzioni, hanno trattato i più delicati aspetti dell’emergenza Covid è lì a dimostrarcelo.   

La manipolazione linguistica, in alcuni casi vera e propria “contraffazione” , è un’arma potentissima in questo ambito, basti vedere come sia stato possibile ripetere fino alla nausea, e con quali effetti incantatori, che i vaccini avrebbero “immunizzato” chi vi si fosse sottoposto, nonostante l’evidenza empirica, via via più ingombrante, andasse rivelando l’esatto contrario, o come sia diventato semplice privare di ogni dignità i dissenzienti, anche i più autorevoli proprio secondo gli standard del mainstream, con la sola apposizione dell’etichetta di “negazionista”.  La riduzione del linguaggio a dispositivo meccanico, non più in simbiosi col pensiero ma “efficace” nell’abbattersi sull’interlocutore come un rito iettatorio, è alla base della trasformazione della società che stiamo subendo.  

I tratti distopici dei piani esposti a Davos da decenni a questa parte non sono una novità, almeno per i lettori di queste pagine. Il fatto che tali piani coincidano al millimetro con quanto i governi dei principali paesi occidentali vanno attuando può essere visto come una casualità solo dai più ingenui.

L’accelerazione impressa dal Covid alla realizzazione dei suddetti piani ci costringe a prendere coscienza del nostro abitare un interregno, una terra di nessuno che non è stata ancora completamente esplorata, e per la quale non si danno mappe. Nei Quaderni del Carcere, Gramsci avvertiva che “la crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati”. Lo stato d’eccezione può durare ancora a lungo. L’anomia sembra aver dato luogo ad un ordine stabilizzante ma per quanto ancora? A chi tocca oggi il compito di indicare una via d’uscita?

 Riferimenti:

  1. https://www.zerohedge.com/geopolitical/top-10-creepiest-and-most-dystopian-things-pushed-world-economic-forum-wef
  2. https://en.wikipedia.org/wiki/Noble_lie
  3. https://www.zerohedge.com/geopolitical/top-10-creepiest-and-most-dystopian-things-pushed-world-economic-forum-wef, https://www.governo.it/it/articolo/il-presidente-draghi-ha-incontrato-il-presidente-esecutivo-del-world-economic-forum/18614
  4. https://nationalpost.com/opinion/peter-foster-mark-carney-man-of-destiny-arises-to-revolutionize-society-it-wont-be-pleasant
  5. https://www.wnd.com/2022/05/davos-elites-warn-nations-not-resist-painful-global-transition/
  6. https://books.google.it/books/about/From_Enlightenment_to_Revolution.html?id=Ept9BBfz2tUC&redir_esc=y
  7. https://st.ilsole24ore.com/art/cultura/2016-01-23/guerra-stato-diritto–212159.shtml?uuid=AC3pO39B
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Osservatore Romano
Osservatore Romano
4 giorni fa

Con le buone maniere non se ne esce, questo dev’essere chiaro.

marco
marco
2 giorni fa

Anche secondo me

lo
ciao
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