La scuola riparte, verso il baratro, più velocemente

400 milioni per potenziare la didattica virtuale, uso della mascherina obbligatorio per tutto il periodo di permanenza all’interno dei locali scolastici, percorsi obbligati ed utilizzo della segnaletica per incanalare gli spostamenti degli allievi, sconsigliati gli sport di squadra per privilegiare le attività fisiche individua…

Questo è, tra l’altro, quanto pensato dalla ministra Azzolina e dalla sua squadra di tecnici per la riapertura delle scuole a settembre, al centro di ogni riga, del Documento Tecnico del 28 maggio, il concetto di “distanziamento fisico”: evidentemente è questo, per gli strenui difensori dell’istruzione, il dato più importante, il punto essenziale che diventa, parallelamente, esiziale

Abbiamo assistito, negli anni, ad un costante svilimento del sistema scolastico, ogni governo succedutosi ha, ineluttabilmente, portato avanti un programma di doviziosa distruzione ma, pur essendo preparati al peggio, difficilmente si sarebbe potuto immaginare che si sarebbero spinti così lontano: il residuo, sopravvissuto ad orde barbariche di ministri incompetenti che hanno agito a colpi di riforme peggiorative, sta per essere smantellato definitivamente grazie al distanziamento ed al virtuale.

Cosa sopravviverà della scuola, in generale, e della didattica, in particolare?

Quale sarà l’essere umano che uscirà da questa scuola?

A queste ed altre domande proveremo a rispondere in questo appuntamento di Linea di Frontiere, con l’aiuto e la collaborazione di Enzo Pennetta che molti interventi ha dedicato all’argomento.

2 thoughts on “La scuola riparte, verso il baratro, più velocemente

  1. “E’ più facile generare paura che costruire un muro….” questa frase, pronunciata dall’attrice Sarah Lind (Rachel), cooprotagonista con Nicholas Cage nel film “2030 fuga dal futuro” non fa che risuonarmi nella mente in questo tragico periodo.
    Non voglio spoilerare e quindi non rivelerò certo la trama di questo film; vorrei comunque invitare il lettore a vedere questo film, non solo per scoprire in quale occasione la frase di cui sopra viene pronunciata, ma anche perché illustra comunque benissimo la triste distopia verso la quale ci stiamo incamminando.
    Ritengo che ciò compensi ampiamente il fatto che, tutto sommato, tale film non è altro che un B-movie abbastanza scontato fin dai primi minuti.

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lo
ciao