Scientocrazia: la scienza come se fosse antani

Quando, a Novembre, iniziammo questo percorso non avremmo mai pensato che tutto quello che avevamo detto si sarebbe verificato, a riguardare oggi quegli interventi, è come se l’incubo distopico che avevamo prefigurato, si fosse avverato.

La scienza ha mostrato, oltre ogni ragionevole dubbio, di essersi trasformata, esattamente come avevamo preconizzato, da strumento di investigazione e conoscenza a strumento di potere. Questa scienza non democratica, così come l’ha definita un noto lesperto televisivo, è diventata totalitaria e, come ogni totalitarismo, ha bisogno, per instaurare il proprio regime, di far leva sulla paura e di servirsi della coercizione, del securitarismo per difendere le sue verità apodittiche.

La paura è stata instillata fin da subito: salme cremate lontano dagli affetti, carri dell’esercito a portar via le bare da Bergamo, divieto di effettuare autopsie. Stessa cosa per la coercizione ed il securitarismo: elicotteri, droni e polizia a multare non delinquenti e criminali ma gente comune che faceva cose comuni quali passeggiate, corse, spesa o pranzi in terrazza…

Stante la realtà che stiamo vivendo, ed abbiamo vissuto, appare evidente che, quanto accaduto con l’obbligo vaccinale, fosse una sorta di prova generale della correlazione tra disinformazione, obbligo immotivato e punizione che avrebbe dovuto portare da una forma embrionale e particolareggiata, di controllo sociale a qualcosa di più esteso. Vi sono tra le due vicende altri parallelismi, non a caso gli stessi mediatici difensori acritici dell’obbligo, di allora, sono quelli che, da tutti i mass media, oggi, tuonano parole di fuoco contro chi mette in dubbio la loro verità: che si tratti di premi Nobel, affermati epidemiologi, studiosi o gente di buon senso, non importa, proprio come nel caso dei vaccini, costoro non sono titolati a parlare, semplicemente perché non cantano nel loro coro di clero regolare, megafono del pensiero dominante. Stesso copione, on connait la chanson…

Come se fosse antani

È meraviglioso vedere come, cambiando i governi, i lesperti non cambino, per capire quanto questo sia grave, occorre entrare più nello specifico; durante la diffusione dell’epidemia, questo governo che in maniera totalmente incompetente, ha affrontato il problema, ha organizzato e dato voce a centinaia di lesperti, forniti del loro bel pedigree, che hanno una particolarità che li accomuna: aver fatto previsioni errate, aver sostenuto, diffuso e difeso tesi che si sono rivelate perniciose, eppure, costoro sono gli stessi a cui viene affidato il compito di decidere del nostro futuro.

La scienza, mutatis mutandis, diventa allora arte divinatoria perché questi lesperti, assurti al ruolo di aruspici, hanno iniziato a fare predizioni, basate non sappiamo su quali dati, divinando nuove ondate epidemiche catastrofiche, picchi in autunno, o ancora prima: ma tutto questo non risponde ad alcun canone epistemologico ed allora, poiché se una cosa non serve a niente, serve a qualcos’altro, è chiaro che, avendo messo in ginocchio milioni di italiani, a causa della loro indecente incompetenza, devono promuovere ed assicurare il controllo sociale ed il distanziamento fisico, per cercare di impedire, naturali e motivate reazioni.

Tout se tient

Il cerchio del vincolo esterno si chiude e, in maniera del tutto naturale, quello creato dalla matrigna Unione Europea, polivalente ma messo in pericolo dal crollo economico, politico e sociale, generato dalla pandemia, si salda con quello, ben più forte e pericoloso, perché tocca il bene più caro, la salute, della scienza.
Ultimo elemento, a riprova di quanto sostenuto sopra, per i più distratti: l’idea di rendere anche le spiagge libere a pagamento, non vi ricorda, vagamente, l’ex Direttiva Bolkestein?

1 thought on “Scientocrazia: la scienza come se fosse antani

  1. Un precedente storico credo sia rappresentato da Trofim Lysenko, l’agronomo di Stalin che diede un ottimo contributo ad affamare i cittadini sovietici…. qui però siamo su una scala decisamente più elevata.

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lo
ciao