Ogni volta che un ragionamento raggiunge un livello metafisico dovrà esserci, di conseguenza, chi è in grado di comprenderlo, ma solo chi sa trascendere la realtà e sa andare oltre ciò che è tangibile, fisico e direttamente percepibile può accedere a significati che superano la realtà sensibile. Ci saranno anche persone che, invece, non hanno nessun interesse alla trascendenza perché, per loro, solo ciò che può essere afferrato, e quindi solo la materia, è fondamentale per comprendere la vita, avendo la convinzione che tutto possa essere spiegato comprendendo i fenomeni fisici e isolandoli, estrapolando leggi che evidenziano le relative regolarità, arrivando a controllarli e gestirli; l’essenza della scienza meccanicista. Queste persone chiederanno sempre, a chi trascende la realtà, di dimostrare le proprie teorie, di portare su un piano empirico i loro ragionamenti. Puoi dimostrarmelo? Purtroppo capita spesso che, a questo punto, la persona che ha compreso concetti superiori, trascendentali, non sia in grado di usare la realtà come pista di decollo verso livelli metafisici. “Sei tu che sei un materialista e non hai la capacità di elevarti e andare oltre la materia” risponde il metafisico, ma il meccanicista controbatte dicendo che ciò che non può essere dimostrato è solo ipotetico e addirittura inutile essendo inapplicabile.
Esiste però un campo in cui determinati fenomeni sono reali ma rimangono un mistero, non possono essere spiegati perché non possono essere afferrati e non possono essere riprodotti e quindi non possono passare la prova sperimentale, sono la dimostrazione dell’esistenza di fenomeni che vanno oltre la nostra possibilità di comprensione, trascendendo se stessi: questo campo è la biologia, lo studio della logica della vita nella sua manifestazione REALE, cioè in tutta la sua evidenza.
A questo punto voglio descrivervi il ciclo biologico di un paio di insetti, due coleotteri: il Sitaris e il Bruchum Pisorum o tonchio del pisello. Questi due coleotteri, il Sitaris, descritto da Bergson e il Tonchio del pisello, descritto da J.Johann von Uexküll, sono esempi utilizzati proprio per evidenziare quanto la vita, nella sua manifestazione reale, possa essere misteriosa, inspiegabile e nello stesso tempo affascinante e magica; la trascendenza che si manifesta nella realtà sensibile e osservabile.
Inizio riportando un brano del testo L’evoluzione creatrice di Bergson:
«Ma che cosa non dovrebbe sapere il Sitaris, il piccolo scarabeo di cui si è tanto spesso raccontata la storia? Questo coleottero depone le uova all’entrata delle gallerie scavate dall’antofora, una specie di ape. Dopo una lunga attesa, la larva del sitaris, appostata all’uscita della galleria, si aggrappa all’antofora maschio e gli resta attaccata sino al “volo nuziale”; a questo punto, coglie l’occasione per passare dal maschio alla femmina e aspetta tranquillamente che questa covi le uova. Salta allora sull’uovo che le farà da sostegno per galleggiare sul miele, divora l’uovo in pochi giorni e, appoggiata al guscio, subisce la prima metamorfosi. Poi, una volta in grado di navigare sul miele, consuma questa provvista di nutrimento e diventa ninfa, e quindi insetto perfetto. Il tutto si svolge COME se la larva del Sitaris sapesse, già al suo schiudersi, che l’antofora maschio uscirà dapprima dalla galleria, che il volo nuziale le fornirà il mezzo per trasportarsi sulla femmina, che questa la porterà in un deposito di miele che potrà alimentarla quando si sarà trasformata e che, fino al momento della trasformazione, divorerà poco per volta l’uovo dell’antofora, in modo da nutrirsi, da sorreggersi sulla superficie del miele e anche da sopprimere il rivale che sarebbe uscito dall’uovo. E tutto ciò accade inoltre COME se il Sitaris a sua volta sapesse che la larva saprà tutte queste cose.»
Siamo davanti ad un fenomeno tanto incredibile quanto inspiegabile e affascinante, ed è REALE, osservabile. Nessuno scienziato meccanicista può essere in grado di spiegare come possa avvenire un meccanismo del genere visto che si tratta di un comportamento istintivo che fa emergere una conoscenza da parte del Sitaris nei confronti dell’antofora di cui è impossibile comprenderne sia l’origine che l’ontogenesi. Come può un insetto conoscere con quella precisione le abitudini di un altro insetto? Come può averle apprese? Come può esserci una sintonia del genere tra i due cicli biologici? Si è vero che le indicazioni sono contenute nel gene del Sitaris e la capacità di interpretare determinati stimoli, in maniera istintiva, è legata alla struttura genetica ma stimolo e risposta hanno una logica così definita e perfettamente funzionale da far pensare ad una saggezza vitale atavica e superiore. Come può avvenire un fenomeno del genere? Ciò che non può essere compreso è la sintonia, il dialogo tra i due cicli biologici, ed è qua che l’unica ipotesi non può che essere metafisica ma sempre comunque partendo da una evidenza materiale, quindi osservabile. Ora sono io che chiedo al meccanicista di darmi la dimostrazione. Sarebbe impensabile attribuire al caso “darwinista” una serie di coincidenze così perfette.
Passo ora al secondo esempio, utilizzato da Uexküll, il Tonchio del pisello. Questo devastante insetto depone le uova non solo sul pisello, ma anche su fagioli, lenticchie, ceci, fave rovinando i raccolti; il caso del pisello ha però delle particolarità: tanto per iniziare il Tonchio depone le uova sui piselli ancora giovanissimi e quando emergerà la larva non avrà problemi a scavare la superficie del pisello essendo ancora tenerissimo. Una volta entrata avviene il primo fenomeno che rappresenta un vantaggio per il Tonchio, l’apertura di ingresso si cicatrizza con la maturazione del pisello, ed è un vantaggio perché così non ci sono indizi che il Tonchio sia entrato dentro il pisello; fortuna? il caso “darwinista”? Anche qua ci si chiede come potesse sapere, questo insetto, che sarebbe avvenuta una cicatrizzazione della superficie del pisello e la conseguente chiusura del foro? Ma, ciò che avviene dopo, è ancora più affascinante: se si seziona il pisello si possono vedere diverse celle che danno l’idea delle diverse fasi di sviluppo dell’insetto, da larva ad imago, passando da ninfa, ovviamente ogni cella avrà una dimensione maggiore in progressione, il fenomeno incredibile riguarda l’adulto; prima che l’insetto si sia sviluppato completamente, la larva (il Tonchio ha più fasi da ninfa) scava IN ANTICIPO l’ultima cella con la dimensione adatta all’adulto, ma nono solo…Quando arriva alla superficie del pisello mangia la polpa fino a lasciare solo la buccia del pisello, sottilissima e per una parte della sua superficie si viene a creare così un opercolo, un coperchietto sottile che verrà sfondato dall’adulto. Come ho scritto il Tonchio si dedica a questa operazione IN ANTICIPO, prevedendo lo sviluppo fino alle dimensioni da adulto e la possibilità di uscire senza dover mangiare altra polpa ma solo “sfondando” il coperchio. Se già tutte queste attività appaiono incredibili, per la capacità di previsione e quindi per una sorta di conoscenza del futuro, una vera e propria preveggenza, e degli effetti dovuti al proprio comportamento, interviene un altro insetto che è un predatore del Tonchio, un tipo di vespa. E anche qua emerge la conoscenza istintiva del ciclo biologico della preda; la vespa “palpa” i piselli e quando percepisce l’opercolo lo sfonda inserendo il pungiglione che andrà a colpire il Tonchio. Di nuovo: come fa questa vespa ad avere l’istinto di palpare il pisello alla ricerca dell’opercolo? Per prima cosa DEVE riconoscere il pisello in quanto tana del Tonchio e dopo non procederà per tentativi spaccando il pisello in diversi punti ma cercherà l’opercolo dal quale, una volta sfondato, inserirà il pungiglione.
Ho usato solo questi due esempi ma avrei potuto usarne molti altri e tutti inspiegabili. Lascio a voi qualsiasi considerazione; per Uexküll si tratta di semantica biologica e del ciclo funzionale tra vivente e ambiente, per Bergson è la forza vitale che agisce creando connessioni. Il senso del mio scritto, però, è legato al concetto per cui trascendenza non significa solo ragionare su un meta-livello e su fenomeni che non possono essere sperimentati fisicamente, ma partendo da fenomeni reali, osservabili, che sfidano la comprensione scientifica meccanicistica e che portano a riflessioni più profonde e a nuove interpretazioni fenomeniche.
Concludo con una meravigliosa citazione di Jean-Henri Fabre, il re degli entomologi: «La nostra scienza, tanto grandiosa paragonata alla debolezza dei nostri mezzi, così misera di fronte ai limbi sconfinati dell’ignoto, che cosa conosce dell’assoluta realtà? Nulla. Il mondo c’interessa unicamente per l’idea che ne abbiamo. Scomparsa l’idea, tutto diventa sterile, caos, niente. Un’accozzaglia di dati non è la scienza; è un freddo catalogo. Bisogna farlo sgelare, vivificarlo al focolare dell’anima; bisogna far intervenire l’idea e le luci della ragione; bisogna interpretarlo.»
