Parlare di Islam e di islamici oggi comporta immediatamente una polarizzazione tra i così-definiti islamofobi (coloro che ne criticano aspetti sia pure oggettivamente) e filo-islamici (coloro che li supportano in qualche circostanza). E’ difficile muoversi nella linea di mezzo o sfuggire alle etichette pregiudiziali. E ciononostante in questo scritto ci si proverà visto che siamo scevri sia da fanatismi ostili sia da adesioni strumentalizzanti. L’Islam nasce in Arabia, tra gli Arabi, e pure oggigiorno è un insieme assai più ampio della popolazione araba. Il suo fondatore, il profeta Mohamed (Maometto) nel 622 d.C. con la sua fuga dalla Mecca (Egira) iniziò la propagazione della sua dottrina (nonché il computo degli anni della sua nuova era); l’Islam fu da subito una religione guerriera, volta prima alla conquista di terre e popoli e conseguentemente alla affermazione della sua dottrina. Questa sua connotazione espansionista e aggressiva permase nei secoli e -a tutt’oggi- laddove le condizioni materiali e politiche lo permettano, si esprime e si traduce in questi termini e in queste forme: guerra ed espansione dottrinaria. Ma anche nella conservazione -onorevole- delle proprie tradizioni e identità si esprime con le armi in pugno e con slancio bellico (valga per tutti l’esempio dell’Afghanistan). Il titolo di questo testo parla di irreversibilità e per trattare l’argomento conviene partire proprio dal momento germinale di questo fenomeno: negli anni e nelle terre che preesistevano alla sua dilagazione.
Cosa c’era prima di Maometto nell’Africa settentrionale e nel medio-oriente?
Da Costantino in avanti in questa zona regnava l’Impero Romano-Cristiano poi conosciuto con l’appellativo di Bizantino, dalla capitale della parte orientale, Costantinopoli, grecizzata in Bisanzio.
Le maggiori città di tutta l’area come Gerusalemme, Alessandria, Antiochia (al pari di Roma e Costantinopoli) erano sedi di vescovi di maggiore importanza, detti metropoliti. La presenza del cristianesimo era diffusa e radicata. Questo concetto va ribadito: fino ai primi decenni del VII secolo l’Egitto e la Siria erano cristianissime! La vita religiosa in termini dottrinali e devozionali era accesa e piena di fervore anche intellettuale. Alessandria e Antiochia erano centri di due grandi scuole teologiche (che poi fossero al centro di dispute teologiche di ordine eretico tra nestoriani e monofisiti è vero ma non altera il tema in questione). Nel 627 Eraglio cacciò da Damasco e Gerusalemme i Persiani e la Croce di Cristo torna ai Romei. «Ma un’altra forza avanza: l’Islam di gran lunga più temibile dei Persiani» (S. Mazzarino, Trattato di storia Romana).
Vediamo la sua avanzata: alla morte di Maometto (632) esso aveva conquistato l’intera penisola araba; sotto i primi quattro califfi (632-661) aveva occupato Egitto, Siria e Mesopotamia. Sotto i Califfi Omeiadi (661-750) le armate islamiche conquistano tutta la Persia e l’Africa settentrionale spingendosi anche oltre lo stretto (da loro stessi denominato Gibilterra: “Gebel-el-Tarik (monte di Tarik) e occupando la Spagna. Da quest’ultima terra -dopo 6 secoli- furono ricacciati solo dopo una lunga campagna militare (la Reconquista).
E qui veniamo al punto in questione: le terre e i popoli conquistati che abbiamo visto in rassegna non tornarono mai più al Cristianesimo. L’unica eccezione, la Spagna, necessitò di una impegnativa impresa bellica. Oggi l’Egitto, la Siria, il nord-Africa sono persistentemente di religione islamica, il Cristianesimo è scomparso (e costantemente perseguitato come dimostrano gli ultimi avvenimenti). Potremmo modificare il nostro assunto in: l’Islam è irreversibile salvo a prezzo di guerre (dove arriva l’Islam guerriero il Cristianesimo si estingue).
Alla rassegna suddetta si aggiunga l’esempio più macroscopico: l’Impero dei Turchi Ottomani (convertitisi all’Islam già nelle steppe da cui provenivano) ha espugnato sanguinosamente Costantinopoli-Bisanzio nel 1453, ne ha cancellato la fede cristiana e sostituita con un Islam più o meno tollerante.
E’ dunque confermato il nostro titolo? L’Islam è irreversibile?
A noi sembra di sì; con un corollario: la diffusione della religione islamica è imposta dalle spade e solo dalle spade può essere annullata.
Né il martirio, né la chiesa del silenzio catacombale (impossibile peraltro) hanno potuto evitare l’oblio perenne.
Conviene riflettere serenamente su ciò, al di qua e a parte ogni solidarietà civile e umana con le popolazioni di quella fede.
